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    Terra degli uomini

Terra degli uomini

Scavare nel tempo, questa è stata la mia vocazione, seguita durante la mia attività di geologo prima e di archeologo dilettante dopo. Sono rimasto molto incuriosito dalle analogie incontrate nei due campi di interesse. Prima trovavo successioni di strati che venivano interrotte da una catastrofe per dare origine ad una catena montuosa. Poi ho trovato pietre messe insieme da ammirevoli architetti per formare grandiosi monumenti e intere città, e anch’esse mi hanno mostrato di essere state coinvolte in qualche catastrofe che ha cambiato il loro assetto e le ha trasformate in ruderi. Inoltre, in ambedue i campi è di fondamentale importanza poter attribuire una datazione a ciò che si sta studiando.

Il contatto tra le mie due attività di geologo e archeologo è avvenuto quando ho trovato l’interferenza tra un evento geologico databile e la costruzione del muro difensivo della città di Pyrgi. L’evento geologico consisteva in una particolare variazione del livello marino, che 5050 anni fa improvvisamente è salito dalla quota di 1,5 m per raggiungere in poco tempo la quota massima di 7 m. Nel mio libro I ritmi segreti dell’Universo ne ho spiegato modalità e ragioni. Della salita del mare ci sono vistose tracce: sono fori lasciati da organismi marini. Quindi quel muro poligonale di Pyrgi non può essere stato eretto da coloni romani, come l’archeologia ufficiale sostiene.

In "Terra degli uomini" ho pensato di raccogliere gli studi che sono nati a partire da quella mia prima osservazione, dotandoli di un ampio corredo di fotografie e confidando in una loro veloce divulgazione.